Tutti quelli che domenica 6 dicembre si sono recati al Pigneto Food Market avranno pensato in un primo momento di aver sbagliato strada. Per raggiungere l’ex-fabbrica che ospita uno dei progetti più promettenti del quartiere Pigneto, infatti, si passa da una via di campagna che costeggia i binari e si sviluppa in ponticelli e passaggi pedonali tra le volte dell’acquedotto Felice.

Il Cohouse, centro di smistamento postale in disuso dal 1993, è ora un luogo di incontro e uno spazio ampio e nuovo, che dal giovedì alla domenica si riempie di curiosi della gastronomia a cinque stelle e di amanti della convivialità lounge, distribuiti sui 90 posti dei “tavoloni sociali” e intrattenuti dalle peripezie dei baristi, adepti della “mixology”. A scadenze regolari il Cohouse ospita iniziative legate al mondo culinario, musicale e culturale.

E’ questo il contesto del Pigneto Food Market: banchetti di cibo greco, vietnamita, giapponese, indiano, messicano ed eritreo, ai quali si abbinano le proposte dell’Hamburgeseria, del sea-food, del vegan e del mercato del testaccio, costeggiano i lati interni e il cortile del Cohouse Per l’occasione, i divani sono stati spostati al centro e la gente consuma l’international food in un’atmosfera di relax da salotto, particolarmente gradevole in una giornata plumbea e invernale. Pigneto Food Market RomaL’organizzatrice dell’evento e responsabile comunicazione è entusiasta: circa settecento persone hanno curiosato nel locale, cambiando i loro soldi in gettoni all’ingresso e sperimentando la qualità e la varietà culinaria dei banchetti multietnici. Il Pigneto Food Market si è affermato con successo, e l’impresa non era da poco: il Mandrione, la zona in cui lo scorso dicembre ha aperto il Cohouse, è stata fino agli anni settanta una delle zone più povere e degradate di Roma, scenario, non a caso, dei film di Pasolini, per cui quella periferia era “la corona di spine che cinge la città di Dio”, patria degli sfrattati dall’isteria architettonica del fascismo e dalla furia dei bombardamenti bellici.

Al posto di tutto questo oggi c’è una nuova movida romana, convogliata dall’intraprendenza imprenditoriale di  sette soci: Simone Menassè, Stefano Papa, Riccardo Sargeni, Gianluca Sette, Francesco Giurgola, Massimiliano D’ Epiro e Francesca Nuzzaci, realizzatori del circuito romano che comprende Coffee Pot, Fish Market, Tea Room, Casa Clementina, Atelier 35, le Hamburgheserie e il Cohouse appunto. Insieme hanno sfidato la bassa attrattività di zone poco centrali come la Nomentana, ora molto più gettonata, e si sono lanciati in quest’ultima impresa ancora più impervia, quella del “Temporary Restaurant” (l’idea è neyworkese) nel quartiere di origine rurale del Mandrione.

Il risultato è il Cohouse, che col Pigneto Food Market riformula l’esperienza culinaria in uno spazio domenicale di relax e di condivisione.

Se amate gli eventi culinari e la novità non vi spaventa ne rimarrete affascinati.

(Marta De Nitto Personè – @lericettedellostudenteroma)

Pigneto Food Market: Il Temporary Restaurant in scena a Roma ultima modifica: 2015-12-08T18:40:21+00:00 da Lo Studente